lunedì 18 aprile 2011

BERLUSCONI È UN CAZZARO


Dopo le ennesime uscite di Berlusconi, che ormai fanno veramente pensare a un vecchio in preda a demenza senile, ho pensato ai giornalisti spagnoli che hanno alzato le chiappe e se ne sono andati davanti all’arroganza di Mourinho. Io non dico che i giornalisti italiani debbano fare lo stesso davanti a Berlusconi, anche perché l’80% sono suoi dipendenti. Ma i giornalisti non voglio dire “liberi”, ma quantomeno “normali”, così come i politici dell’opposizione, e i sindacati, e i giudici, insomma tutti coloro che lo osteggiano dovrebbero adottare una strategia di comunicazione molto più incisiva (che qui riporto, sperando che qualcuno legga).


Basta alle polemiche e alle discussioni sulle minchiate che spara quel demente ogni giorno, palle talmente evidenti che sono surreali. Basta alle interviste e all’indignazione; sì, invece, alle pura, semplice, meravigliosa DERISIONE.


In sostanza, di fronte alle cazzate del vecchio, titoli e interviste dovrebbero iniziare e concludersi con tre semplici parole (che rappresentano alla perfezione la realtà):


BERLUSCONI È UN CAZZARO.


Fine.


lunedì 14 marzo 2011

GIURO


Stavo ascoltando ieri Travaglio su Current, in una delle sue disquisizioni sullo stato dell'arte del nostro decadente paese. Già qualche anno fa avevo pensato a qualcosa del genere, non mi ricordo per quale spunto. Comunque, è impressionante confrontare il "Piano di rinascita democratica" di Licio Gelli e le cosiddette riforme, legali o meno, mascherate o meno, realizzate o meno, che ci troviamo di fronte. Frammentazione dei sindacati; svuotamento della Rai come servizio pubblico; separazione delle carriere di magistrati e pm. Sembra uno scherzo, e invece, come si dice, è la dura realtà. Passo dopo passo, ogni singolo punto programmatico di Licio Gelli e delle ombre intorno a lui sta diventando regola. L'unica differenza, ed è il paradosso che più sconforta, è che Gelli manovrava "in segreto", se così si può dire. Oggi, invece, no. Oggi non c'è bisogno di oscurità. Anzi: la luce su questi fatti è così immensa da accecare. Sarà per questo che tutto ci scivola tra le dita e nessuno di noi pare avere la forza, o la volontà, di stringere i pugni?

Sarà per questa sensazione di impotenza che stanotte ho fatto un sogno. Uno di quei sogni che ti lasciano la testa piena di dubbi quando ti svegli. Ero stato invitato ad una trasmissione televisiva in quanto scrittore, per parlare del mio libro ma non solo. Insomma, rivestivo già un ruolo da opinion leader, da intellettuale. Uno di quelli il cui parere conta. Un po' come Alba Parietti o Rossano Rubicondi, per dire. Insomma, si stava parlando della situazione attuale, politica, sociale, economica dell'Italia. Quando è stato il mio turno, ho detto che, semplicemente, dovremmo prendere i fucili e ammazzare diversa gente. Scandalo in studio, perché queste cose non si possono dire. A meno che tu non sia un leghista, no; loro queste cose le possono dire, tanto lo fanno così, per ridere. Hai voglia a pensare: ridere un cazzo. Le cose stanno così. Comunquesia, sono stato espulso dallo studio e non appena ho aperto gli occhi, ho pensato: porca puttana, mi sono giocato la carriera come quelli che hanno bestemmiato in televisione. Poi, dopo quell'agrodolce tipico dondolio tra sogno e realtà, mi sono ricordato che era solo un sogno.

Perché le fucilate non sono la risposta.
No, no, non sono la risposta, ci mancherebbe.
No, davvero dico.
Davvero davvero.

Giuro.


giovedì 10 marzo 2011

Silent Revolution


Se c'è una cosa che non mi torna, anche se sono molte le questioni che non mi tornano, è perché si abusi così impunemente delle parole. Se c'è una riforma da fare, questa è senz'altro la riforma dell'uso delle parole. Ci sono persone a cui dovrebbe essere montato un limitatore, visto che il loro senso del pudore è proporzionale alla loro faccia da culo. Forse, e dico forse, sarebbe sufficiente che gli ascoltatori smettessero di ascoltare. Questa sì che sarebbe una bella rivoluzione. Una rivoluzione silenziosa degna e verace. Anche perché, ci sono parole che vengono accreditate pur non potendo vantare alcun diritto di accredito barra credito. Giornali che vengono letti da, che so, mille persone?, che vengono presi a modello e a bussola per l'agenda non politica, ma della nostra vita. Della mia vita. E questo, credetemi, almeno a me, fa girare veramente tanto le palle.

mercoledì 9 marzo 2011

E' GIA' SERA - venerdì 11 marzo, ore 21 - SMS Peretola

COSPE, SMS DI PERETOLA e
LABORATORIO PERMANENTE PER LA PACE DEL QUARTIERE 5 DI FIRENZE

PRESENTANO

LETTURE DI MUTUO SOCCORSO
venerdì 11 marzo, ore 21
Spazio Lettura del Circolo SMS di Peretola
via Pratese, 48 - Firenze

E' GIA' SERA
Di Gianni Somigli


Conversazione con l'autore
e con Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra le vittime
della strage di via dei Georgofili.

VENERDI' 11 MARZO - ORE 21SMS DI PERETOLA
VIA PRATESE 48 - FIRENZE

venerdì 11 febbraio 2011

Io non ci credo


Certe volte mi chiedo come sia possibile. No, davvero, dai. Ragazzi. Come. Cazzo. Può. Essere. Vero. Mi sembra tutto un giochino, con un vecchio bavoso e culo flaccido che disgraziatamente è presidente del consiglio che spara minchiate continuamente. Ogni. Cazzo. Di. Volta. Che. Apre. Bocca. Sembra un giochino, ma se uno ci si impegna, secondo me non ce la fa a reggere il ritmo. Oltre che iniezioni per farselo venire duro e scopare (anche se io non ci credo) puttanelle che poi lo infamano alle spalle, secondo me gli fanno anche siringoni per sparare minchiate a raffica. Anche se poi sono sempre le stesse frasi, le stesse parole, come mantra tibetani da dare in pasto a quella che una volta si chiamava "opinione pubblica". Opinione? Ma opinione di che?
Posso capire i parlamentari che vanno in televisione a riprendere le parole del boss, ossessivamente, sempre, ogni minuto, ogni secondo. Perché se affonda lui, affondano tutti. Il Pdl è come il Titanic, ora. Non ci sono scialuppe. Ma no, io non penso proprio che anche solo uno dei vari cicchitti, capezzoni, lupi e cazzi vari possa credere davvero in quello che dice.
Alla fine posso capire, anche se non posso né condividere né giustificare, il comportamento di alcuni sedicenti "giornalisti" come Ferrara, Sallusti, Feltri, Sechi, Bechis, Porro, Belpietro e tutto il resto della banda. No, non sono giornalisti. Sono "comunicatori" che usano i giornali e le tv per propagandare idee di parte in modo subdolo. Perché l'Ordine a cui anche io appartengo non muove un dito? Perché? Qui la libertà non c'entra un cazzo, signori miei. Qui è una truffa, una bufala che porta tutta la nostra categoria a fare in culo.
Quello che però proprio non capisco è chi sostiene tutta questa banda di ladri senza avere un tornaconto diretto e personale. Quella gente che va a manifestare davanti al Palazzo di Giustizia a Milano (poi magari si scoprirà che sono i cingalesi pagati da Scilipoti...). Davvero pensano che sia tutto vero? No, dai, davvero? Ma com'è possibile?
Io non ci credo.
No, dai, davvero.
Non è possibile.
Io non ci credo.